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Rifiuti e gestione aziendale: le novità di ottobre 2026

ottobre 2026

Ottobre 2026 porta tre novità che toccano il conto economico delle imprese: nuove regole TARI dal 2027, uno sconto proporzionale per chi ricicla in proprio e un nuovo calendario RENTRI.

Per molte aziende i rifiuti sono ancora una voce "subita": arriva l'avviso TARI, si paga, si archivia. È un errore. La TARI si calcola su superfici, categorie e quantità che l'impresa può verificare e, spesso, correggere. La tracciabilità RENTRI, invece, è un obbligo che costa tempo e sanzioni se gestito male.

In questo articolo mettiamo in fila cosa è cambiato nelle ultime settimane e cosa conviene fare adesso, prima della chiusura dell'anno.

Le novità di queste settimane

Data

Provvedimento

Cosa cambia

14 ottobre 2026

Decreto direttoriale MASE n. 275/2026

Rinviati al 13 settembre 2027 gli obblighi sui dati di geolocalizzazione dei mezzi che trasportano rifiuti speciali pericolosi. Il resto del RENTRI non si ferma.

9 settembre 2026

Decreto direttoriale MASE n. 254/2026

Regole operative per quando i servizi RENTRI del FIR digitale funzionano a rilento.

Settembre 2026

FIR digitale obbligatorio

Per gli iscritti al RENTRI il formulario cartaceo non è più un'alternativa.

7 agosto 2026

D.Lgs. n. 147/2026, riforma dei tributi locali

Dal 1° gennaio 2027 nuove sanzioni TARI, ravvedimento più ampio, termine unico di 90 giorni per le dichiarazioni.

28 luglio 2026

Testo in Conferenza Unificata sul federalismo fiscale

Chi avvia a riciclo una parte dei rifiuti urbani fuori dal servizio pubblico ha diritto a una riduzione proporzionale della quota variabile.

In sintesi: la TARI diventa più prevedibile e meno punitiva, ma anche più veloce nei tempi. Il RENTRI concede respiro solo sulla geolocalizzazione.

Cosa cambia per le imprese

TARI: sanzioni più basse, ma 90 giorni per dichiarare

Dal 1° gennaio 2027 spariscono le forbici con cui ogni Comune graduava le multe. Le sanzioni diventano fisse:

Violazione

Fino al 2026

Dal 2027

Dichiarazione omessa

dal 100% al 200% del tributo

100% del dovuto (minimo 50 €)

Dichiarazione infedele (metri o dati errati)

dal 50% al 100%

40% della maggiore imposta

Il rovescio della medaglia è il tempo. Apertura di un nuovo locale, ampliamento, cambio d'uso o chiusura vanno dichiarati entro 90 giorni dall'evento, con un termine unico nazionale. Le scadenze "comode" dei vecchi regolamenti comunali non valgono più.

Cambia anche il ravvedimento operoso. Si potrà sanare anche a controllo già avviato, fino alla notifica dell'avviso di accertamento esecutivo, e anche a rate. Prima dell'accertamento il Comune dovrà inviare un avviso bonario: l'impresa avrà 60 giorni per chiarire o regolarizzare.

TARI: sconto proporzionale per chi ricicla in proprio

È la novità più utile per le aziende. Un'impresa che avvia al riciclo una parte dei propri rifiuti urbani, fuori dal servizio pubblico, ha diritto a una riduzione della quota variabile proporzionale ai rifiuti non conferiti. Il testo ha chiarito un dubbio interpretativo che per anni ha prodotto applicazioni diverse da Comune a Comune.

Resta possibile anche l'uscita totale dal servizio pubblico, per almeno 2 anni, se si dimostra l'avvio a recupero di tutti i rifiuti urbani.

RENTRI: il FIR è digitale, la geolocalizzazione slitta

Per chi è iscritto al RENTRI il formulario digitale è ormai la regola. Il rinvio al 13 settembre 2027 riguarda solo i dati sui percorsi dei mezzi che trasportano rifiuti speciali pericolosi. Registri, formulari e trasmissione dei dati restano pienamente in vigore: il rinvio non è un "liberi tutti".

Cosa fare entro fine anno

Le nuove regole premiano le imprese che conoscono i propri numeri. Cinque mosse da fare adesso:

  1. Verificare le superfici dichiarate. Metri quadri errati, aree produttive tassate come uffici, magazzini o aree di manovra non escluse: sono gli errori più frequenti. Correggerli prima del 2027 costa meno, grazie al ravvedimento più ampio.
  2. Controllare la categoria tariffaria. Un'attività classificata nella categoria sbagliata può pagare anche il doppio del dovuto.
  3. Mappare i rifiuti avviati a recupero. Carta, cartone, plastica, legno e metalli conferiti a operatori privati possono valere una riduzione della quota variabile. Servono documenti: formulari, attestazioni dell'impianto, quantità.
  4. Organizzare le comunicazioni entro 90 giorni. Aperture, ampliamenti e chiusure di sedi vanno messi in un calendario aziendale con un responsabile.
  5. Fare un check RENTRI. Chi produce rifiuti pericolosi verifichi iscrizione, registro digitale e FIR digitale; chi organizza trasporti di pericolosi usi il rinvio per preparare la geolocalizzazione con il fornitore.

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