

La prescrizione è un principio generale del diritto civile che si applica anche ai tributi locali, come la TARI. Stabilisce il termine entro cui l’amministrazione comunale può legittimamente richiedere il pagamento del tributo. Decorso questo termine, il diritto alla riscossione si estingue, e il contribuente non è più tenuto al versamento.
Secondo l’articolo 2948 del Codice Civile, il termine di prescrizione ordinaria per i tributi locali, compreso l’IMU e altre tasse, è di cinque anni. Questo principio si applica anche alla tassa rifiuti – TARI, come confermato anche da diverse sentenze della Corte di Cassazione (tra cui la n. 14848/2021). Ciò significa che, in linea generale, la tassa sui rifiuti cade in prescrizione dopo 5 anni dal momento in cui il Comune avrebbe potuto notificare l’avviso di accertamento o il ruolo esecutivo.
In primis è importante distinguere tra prescrizione e decadenza. La prima riguarda il diritto del Comune di riscuotere il credito e può essere interrotta da atti notificati entro i termini previsti. La seconda, invece, riguarda invece il termine entro cui il Comune può effettuare l’accertamento fiscale: un atto notificato oltre tale termine è nullo, anche se vi sono state interruzioni.
Il d.lgs. 446/1997 stabilisce anche un termine di decadenza di cinque anni dalla data di approvazione del ruolo. Se questo non viene rispettato, il credito non solo è prescritto, ma decaduto, con conseguenze ancora più definitive.
Ricevere una richiesta di pagamento TARI per annualità ormai lontane può generare confusione e ansia. Tuttavia, è fondamentale non cedere alla pressione: devi sapere che hai tutto il diritto di contestare.
La prima cosa da fare è verificare con precisione la data di riferimento del tributo e quella di notifica dell’ultimo atto ricevuto. Se tra queste due date sono trascorsi più di cinque anni, puoi inviare una formale opposizione all’atto di richiesta, sostenendo la prescrizione del credito. L’opposizione dev’essere presentata all’ufficio competente del Comune o, in caso di ruolo affidato a un concessionario (come Agenzia delle Entrate-Riscossione), direttamente al gestore.
È importante che l’opposizione sia motivata con riferimenti normativi precisi, come ad esempio:
Inoltre, se la richiesta arriva sotto forma di ruolo esecutivo, puoi proporre opposizione entro 60 giorni dalla notifica, ai sensi dell’art. 58 del DPR 602/1973. In questo caso, è altamente consigliabile avvalersi di un professionista esperto in materia tributaria, in grado di redigere un ricorso tecnico e fondato.
Un errore comune, infatti, è quello di ignorare la notifica o di non rispondere tempestivamente. Questo potrebbe portare all’iscrizione a ruolo e a successivi provvedimenti esecutivi (fermi amministrativi, ipoteche, ecc.). Agire tempestivamente e in modo motivato è invece la chiave per difendere i tuoi diritti.
La prescrizione della TARI si estingue dopo 5 anni, ma può essere interrotta da atti come un avviso di accertamento notificato in tempo o da un ricorso per rimborso, che può valere come riconoscimento del debito.
Anche la mancata dichiarazione TARI può giustificare un accertamento d’ufficio, mentre fusioni tra Comuni o cambi di gestione non sospendono la prescrizione.
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